Manovre di disostruzione pediatriche

Nel primo soccorso le manovre di disostruzione pediatriche sono quelle manovre atte alla liberazione delle vie aeree di un bambino o di un lattante da un corpo estraneo. L’ostruzione avviene quando, al manovre-disostruzionemomento dell’inalazione dell’oggetto nelle vie aeree, esso entra nella trachea anziché procedere normalmente per l’esofago. Nei bambini questo accade più facilmente a causa della “conicità” delle vie aeree fino alla pubertà (intorno ai 9-10 anni)

Sono manovre salvavita in quanto i bambini con trachea ostruita, se non aiutati, possono andare incontro ad anossia e quindi subire conseguenze gravissime, tra cui la morte; la diffusione di tali manovre dovrebbe quindi essere capillare, soprattutto tra le persone che lavorano a contatto con i bambini.In caso di ostruzione totale il bambino perde la coscienza in circa 25 secondi, quindi avere bene in mente le manovre corrette da eseguire senza troppe esitazioni, è di vitale importanza.

Di seguito il link alla pagina dell’ospedale pediatrico del Bambin Gesù che spiega in maniera dettagliata e precisa le principali manovre di emergenza: http://www.ospedalebambinogesu.it/manovre-di-emergenza

Conoscerle può fare la differenza

 

Fonte Fisiolab

 

 

Le zanzare lo fanno apposta

Quante volte ci siamo chiesti, perché le zanzare ci ronzano proprio vicino le nostre orecchie? Ci vogliono provocare? Vogliono rubarci le ore di sonno migliori?

Purtroppo niente di tutto ciò… è solo questione di odori corporei. Lo spiega in maniera dettagliata questo articolo su focus.it:puntura-zanzare

http://www.focus.it/ambiente/animali/perche-le-zanzare-ci-ronzano-vicino-alle-orecchie

 

Fonte: Fisiolab

 

Il colore degli occhi

Quante volte abbiamo sentito dire: “il colore degli occhi è lo specchio dell’anima”. E sembra proprio che questa credenza popolare abbia una base scientifica.shutterstock_220403755

Degli scienziati svedesi, infatti ritengono che possano esistere davvero delle corrispondenze tra colore degli occhi e personalità: i geni responsabili dello sviluppo dell’iride giocano anche un ruolo importante nel formare una parte del lobo frontale del cervello, che influenza proprio la nostra personalità. A loro parere queste informazioni potranno essere utili in futuro nella psicanalisi.

Se vuoi saperne di più leggi questo articolo http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/19489-colore-occhi-personalita

Fonte: Fisiolab

 

Corsi di autodifesa con selfie stick

Il bastone da selfie – selfie stick – è un oggetto talmente semplice e funzionale da aver diviso il pubblico tra chi lo detesta e chi lo ha già comprato o regalato a Natale.

Eppure questo gadget in Russia sta diventando oggetto indispensabile nei corsi di autodifesa.

Per imparare questa “nuova” arte di autodifesa basterebbero solo 5 lezioni e sarebbe anche efficace contro aggressori “super” preparati.

Provare per credere: prenotiamo un volo per la Russia?

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Fonte: http://notizie.delmondo.info/2016/01/03/corsi-di-autodifesa-con-selfie-stick/

L’importanza dell’acqua

bicchiere-di-acquaL’acqua è vita: con la stagione calda in arrivo necessitiamo almeno di 3 litri di acqua. Un litro e mezzo da introdurre con gli alimenti (frutta, verdure….) e almeno un altro litro e mezzo per mezzo di acqua bevuta.

Che aspetti? Inizia a bere, l’estate si avvicina e tutto il tuo organismo ne gioverà.

Per saperne di più, di seguito un articolo molto interessante:

http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/acqua-alimentazione.html

 

Fonte: Fisiolab

Il Mal di schiena

In questo articolo verrà trattato il disturbo muscolo-scheletrico in assoluto più lombalgia frequente, il mal di schiena, che colpisce nel corso della vita circa il 90% della popolazione mondiale.

Nonostante questo dato preoccupante, non c’è bisogno di disperarsi, anzi, solamente il 6% delle persone sviluppa una problematica cronica e circa il 25% una problematica ricorrente con più eventi durante lo stesso anno.

In questo articolo cercheremo di darvi dei piccoli consigli su come comportarsi nel caso in cui veniate ‘’colpiti’’ dal ma di schiena.

Il dolore, che può essere molto forte nella fase iniziale, solitamente viene percepito nella fascia lombare e può arrivare fino ai glutei (nel 90% dei casi), talvolta i nervi possono essere irritati e causare dolore, debolezza o formicolio anche fino le dita dei piedi (nel 5-10% dei mal di schiena) e solamente l’1% dei dolori lombari sono indice di una patologia più grave. Il picco di incidenza di questa problematica si ha tra i 60 ed i 65 anni.

Lo stile di vita nella lombalgia è molto importante, infatti alzare pesi nel modo sbagliato, stare a lungo seduti, non fare attività fisica, dormire poco e lo stress sono elementi che possono facilitare la possibilità di soffrire di mal di schiena. Non tutte le lombalgie devono e possono essere trattate allo stesso modo, ma in ogni caso il trattamento precoce di questo disturbo, già nei primi 15 giorni dall’inizio del dolore, diminuisce in maniera significativa la possibilità di farlo diventare cronico.

Per la corretta valutazione di questo problema e per facilitarne la risoluzione, spesso non è necessario ricorrere alla radiologia ma un’ accurata valutazione prima del vostro medico di base e successivamente di un fisioterapista sono fondamentali per il vostro recupero. Il fisioterapista infatti dopo un’ attenta valutazione sicuramente potrà scegliere la strategia più adatta da seguire.

Il trattamento ha come obiettivo iniziale quello di controllare il dolore e di tornare il più velocemente possibile a tutte le attività giornaliere, ma soprattutto più a lungo termine, anche a rischio di diventare ripetitivi, quello di evitare che il dolore diventi ricorrente o cronico. I trattamenti che possono essere utilizzati sono moltissimi, dalle manipolazioni all’esercizio passando per le mobilizzazioni e i massaggi: un fisioterapista preparato saprà sicuramente scegliere quello più indicato e con maggiori evidenze scientifiche alla base.

In ogni caso ci sono dei piccoli consigli pratici che possono valere per tutti: anche se con dolore, cercare di rimanere attivi ed evitare di riposare troppo a lungo a letto. E soprattutto fare esercizio, qualunque sia la vostra età: questo è il vero trattamento segreto per prevenire il più possibile l’insorgenza e la ricorrenza del mal di schiena.

Quindi se volete evitare di conoscerci la parola chiave è rimanere attivi e se questo non dovesse bastare, venite a trovarci, saremmo pronti e disponibili nel cercare e nell’individuare delle strategie comuni per fare in modo di ridurre il vostro dolore.

 

Fonte: FisioLab

Primo soccorso: distorsione della caviglia

Un piede poggiato male, la pianta che si piega all’interno, una fitta di dolore e la caviglia che si gonfia:DISTORSIONE-CAVIGLIA la distorsione è uno dei traumi più frequenti nel campo sportivo (e non).

Normalmente, si identificano tre gradi del disturbo:

  • Primo grado, trauma lieve: è la forma più comune, comporta uno stiramento blando dei legamenti;
  • Secondo grado, trauma medio: lo stiramento ai legamenti è importante, ma non tale da determinare la loro rottura. Causa dolore intenso, gonfiore e spesso le conseguenze possono protrarsi per diverse settimane;
  • Terzo grado, trauma grave: si ha la rottura dei legamenti, con dolore molto intenso, gonfiore e la necessità dell’azione di un fisioterapista o di uno specialista. Può richiedere anche il sottoporsi a chirurgia.

La terapia di una distorsione di caviglia prevede 5 “regole-base” da seguire che, per semplicità, vanno sotto l’acronimo P.R.I.C.E.:

  • Protection, tutelare l’articolazione da movimenti dolorosi;
  • Rest, ovvero riposo e astensione da attività sportiva e dal carico;
  • Ice, ossia mettere subito del ghiaccio;
  • Compression, applicare un bendaggio, o un tutore, sulla parte lesa per limitare il gonfiore;
  • Elevation, cioè mantenere gamba e piede in alto per favorire la riduzione dell’edema (ed eventualmente dell’ematoma).

A prescindere dalla gravità dell’infortunio e dai metodi “fatti in casa”, l’infortunato deve sempre recarsi dal proprio fisioterapista di fiducia che saprà consigliare le cure migliori.

 

Fonte: FisioLab

 

Finalmente…LOFT!

La sede di Talenti finalmente cambia casa! Schermata 2016-04-11 alle 15.39.28

Da lunedì 11 aprile ci troverete in via Ugo Ojetti 380/E presso il nuovo ambulatorio polispecialistico loft dove i grandi spazi sono stati l’occasione per rendere la collaborazione tra FisioLab e l’equipe ortopedica Artrogruppo un progetto comune, perseguendo gli stessi obiettivi di sempre: qualità del lavoro, dedizione al paziente ed aggiornamento continuo.

10 cose da non fare nel dolore tendineo dell’arto inferiore

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1. Riposo completo

Il riposo riduce la capacità del tendine di adattarsi al carico. Ma il dolore non deve essere ignorato (punto 4). E’ necessario ridurre i carichi al livello tollerabile dal tendine e incrementare successivamente con gradualità la tolleranza del tendine al carico.

2. Effettuare trattamenti passivi

I trattamenti che non hanno l’obiettivo di aumentare la capacità di carico del tendine non sono efficaci nel lungo termine, sebbene siano utili in alcuni casi per ridurre temporaneamente il dolore.

3. Effettuare infiltrazioni

Le infiltrazioni nel tendine non sono efficaci. Non dovrebbero essere effettuate prima che il tendine abbia risposto a un buon programma di esercizi.

4. Ignorare il dolore

Il dolore avvisa che il carico è eccessivo. E’ necessario ridurre le componenti dell’allenamento che sovraccaricano il tendine (punto 10).

5. Fare stretching

Lo stretching aumenta le forza compressive dannose per il tendine.  Se i muscoli sono rigidi, è consigliato utilizzare il massaggio.

6. Massaggiare il tendine

Un tendine doloroso è sovraccaricato e irritato; di conseguenza, il massaggio può rappresentare un insulto eccessivo e aumentare il dolore. In alcuni casi il dolore migliora nell’immediato dopo il massaggio, ma può peggiorare successivamente con il carico. Come riportato nel punto 5, può essere utile massaggiare il muscolo.

7. Preoccuparsi dei risultati dell’indagini strumentali

I referti dell’ecografia e della risonanza magnetica possono spaventare il paziente e parole utilizzate dai medici come “degenerazione” e “lesioni” possono scoraggiare il carico. Il tendine patologico può tollerare il carico, soprattutto se aumentato progressivamente.

8. Preoccuparsi della rottura del tendine

Il dolore è protettivo per il tendine perchè determina una riduzione del carico. La maggior parte delle persone che hanno una rottura completa di un tendine riferiscono di non aver mai avuto dolore in precedenza.

9. Dedicare poco tempo alla riabilitazione

Dedicare poco tempo alla riabilitazione non funziona. E’ necessario un tempo adeguato per aumentare la forza e la capacità di carico del tendine. Sebbene siano necessari 3 mesi e in alcuni casi anche di più, i risultati nel lungo termine sono buoni se la riabilitazione è corretta. I trattamenti definiti miracolosi (punto 3) in genere portano a miglioramenti nel breve termine, ma il dolore si ripresenta quando il tendine è sottoposto nuovamente al carico.

10. Non capire quali carichi siano eccessivi per il tendine

Il carico maggiore sul tendine avviene durante le attività che lo utilizzano come una molla, come saltare, cambiare direzione o effettuare uno sprint. Carichi differenti sono bassi per il tendine, così gli esercizi con i pesi eseguiti lentamente non determinano un carico eccessivo nel tendine, nonostante abbiano sicuramente un effetto benefico sui muscoli.

Riassunto

Il messaggio da portare a casa è che la riabilitazione basata sull’esercizio rappresenta il trattamento migliore per il dolore tendineo. Un programma progressivo con esercizi di forza e resistenza darà al tendine i carichi appropriati e avrà i risultati migliori nel lungo termine.

 

Fontehttp://www.fisiobrain.com/web/2016/10-cose-da-non-fare-nel-dolore-tendineo-arto-inferiore

AutoreSamuele Passigli

Curiosando il corpo umano: i nei

foto_neiVi siete mai chiesti cosa sono quelle strane macchioline che tutti noi abbiamo sulla nostra pelle? Cosa sono i nei? Quando si formano? Quando sono pericolosi? Ecco un articolo interessante su questo argomento che tenta di spiegare anche l’ “A-B-C-D” per capire se un neo è pericoloso o meno.

Fontehttp://viverepiusani.it/tutto-quello-sapere-sui-nei/