Linfodrenaggio in gravidanza
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Nella gravidanza la tempesta estrogenica determina una marcata ritenzione idrica con aumento della permeabilità vasale.

La fragilità capillare che ne consegue, rende la vita della donna in questo periodo sicuramente più difficile.

La presenza del feto inoltre, determina insieme agli altri fattori testè riportati, una difficoltà del ritorno venoso/linfatico nella parte bassa del corpo.

La gravidanza è uno stato molto particolare per una donna e il linfodrenaggio non può essere praticato durante i primi tre mesi; al contrario, diventa il massaggio ideale nei mesi successivi.

Questo massaggio stimola la circolazione linfatica, contrastando l’accumulo di liquidi.
Le donne in stato interessante infatti possono avere edemi diffusi in tutto il corpo, ma sarebbe impossibile trattarli contemporaneamente, motivo per cui il linfodrenaggio richiede più sedute.
Solitamente la terapia dura un mese e l’operatore sfrutta le sedute per dividere il lavoro, concentrandosi volta per volta sui punti interessati.

Prima di ogni trattamento è necessario applicare le manovre di scarico del collo, non solo per rilassare tutto il corpo ma anche perché nella fossetta sovraclaveare c’è un importante nucleo linfonodale, dove si concentra la circolazione linfatica.

Nelle donne incinte, le manovre del linfodrenaggio devono essere praticate delicatamente, vanno osservate attente precauzioni ed è importantissimo affidarsi a personale competente.

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